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Cos’è l’altezza inventiva e quando un’invenzione è davvero innovativa

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Brevetti e altezza inventiva: quando una “variante” non è innovazione

Una recente pronuncia del Tribunale di Venezia (Sezione Specializzata in materia di Impresa, sent. n. 2853/2024) offre uno spunto fondamentale per comprendere il requisito dell’altezza inventiva nei brevetti industriali.

Il caso ha visto contrapposte due società del settore implantologia dentale, con la nullità di un brevetto europeo (EP ‘349) dichiarata per carenza di attività inventiva.

Il cuore della questione, il brevetto, riguardava un impianto dentale caratterizzato da una punta “troncoconica” priva di filettatura, con dimensioni specifiche (1-3 mm). Tuttavia, il Tribunale, supportato dalla CTU, ha annullato il brevetto. Perché?

Ecco i passaggi chiave del ragionamento giuridico sull’altezza inventiva:

  1. Il confronto con la “prior art”
    Per valutare l’inventiva, si parte dal trovato più prossimo già noto. Nel caso di specie, un modello di utilità tedesco (DE ‘976) prevedeva già una vite con una parte terminale priva di filettatura, sebbene di forma arrotondata e non troncoconica.
  1. L’assenza di un “effetto tecnico”
    Il punto critico è la funzione. Il Tribunale ha rilevato che le specifiche dimensionali (1-3 mm) e la forma troncoconica rivendicate non producevano alcun effetto tecnico aggiuntivo o sorprendente rispetto alla tecnica nota. Senza un miglioramento funzionale tangibile che risolva un problema tecnico, la modifica dimensionale è irrilevante ai fini brevettuali.
  1. La mera “alternativa”
    Se la tecnica nota non sconsiglia una certa soluzione, e la nuova forma è solo una delle tante possibili varianti per ottenere lo stesso risultato (una parte priva di filettatura), ci troviamo di fronte a una “mera alternativa”. Chi cerca solo una forma diversa per aggirare un brevetto, senza apportare un vero progresso tecnico, non sta compiendo un atto inventivo.
  1. Il “take away” per le imprese
    Non basta modificare una forma o una misura per ottenere un brevetto valido. L’innovazione deve risolvere un problema tecnico in modo non ovvio per un esperto del ramo. Se la modifica è solo una scelta arbitraria tra le tante possibili, il brevetto rischia la nullità.

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