Può una Denominazione di Origine Protetta (DOP) garantire il controllo automatico su ogni nome a dominio corrispondente?
La risposta breve è: NO.
Le recenti decisioni del WIPO (World Intellectual Property Organization) sui casi barolo.online e barolo.store offrono un monito importante per i titolari di marchi e consorzi. Nonostante l’indiscussa notorietà del segno BAROLO, il Consorzio di Tutela ha visto rigettate le proprie domande di trasferimento dei domini.
Perché il Consorzio ha perso?
Il punto cardine è la natura ambivalente del termine:
- Marchio e DOP: Eccellenza vinicola mondiale
- Termine Geografico: Un comune del Piemonte
I Panel WIPO hanno stabilito che, in presenza di un termine geografico, la tutela UDRP non è automatica. Non è stato dimostrato che i resistenti (con sede in Cina) avessero registrato i domini per sfruttare specificamente il marchio, piuttosto che il significato descrittivo o geografico della parola.
I punti chiave della decisione:
- Malafede non presunta
La semplice offerta in vendita di un dominio (anche a prezzi elevati) non costituisce di per sé malafede. - Onere della prova
Spetta al ricorrente dimostrare l’intento mirato a colpire il marchio. - Nomi geografici
Se un termine ha un significato autonomo e legittimo, il titolare del marchio deve fornire prove concrete di un abuso specifico.
Questa sentenza sottolinea l’importanza di una strategia di brand protection che vada oltre la semplice registrazione del marchio, analizzando con attenzione il contesto digitale globale.
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