Una recente ordinanza del Tribunale di Milano (Sezione Specializzata Impresa) ci offre spunti fondamentali su come gestire le controversie transfrontaliere e gli illeciti commessi via web.
Il caso riguardava un’azione per concorrenza sleale e denigrazione online promossa contro una società estera (Liechtenstein) e il suo amministratore residente in Italia.
Ecco 3 lezioni giuridiche essenziali che emergono dalla decisione:
- Società estere, il domicilio dell’amministratore non basta
Non basta che l’amministratore di una società straniera risieda in Italia per radicare qui la giurisdizione. Il Tribunale ha chiarito che la residenza privata della persona fisica non equivale automaticamente al luogo in cui la società estera opera tramite rappresentanza. Senza la prova di una stabile rappresentanza autorizzata a stare in giudizio, il giudice italiano potrebbe non avere giurisdizione sulla società. - Illeciti online e competenza territoriale (Forum Shopping)
Dove si fa causa per una diffamazione o concorrenza sleale sul web?
Per evitare il forum shopping, il principio del locus commissi delicti nel web non è semplicemente dove l’informazione è “accessibile” (ovunque), ma dove è avvenuto il caricamento dei contenuti. Nel caso specifico, poiché l’autore del caricamento risiedeva a Lodi, il Tribunale di Milano si è dichiarato incompetente, indicando Lodi come foro corretto. - Mai cambiare le carte in tavola in appello (Reclamo)
I ricorrenti hanno tentato di introdurre in fase di reclamo nuove contestazioni su marchi e diritto d’autore per giustificare la competenza della Sezione Specializzata.
Il Collegio ha respinto tale strategia: introdurre domande nuove che alterano l’oggetto del ricorso originario (ex art. 700 c.p.c.) è inammissibile e lede il diritto di difesa della controparte.
Il consiglio dello Studio Legale Carriero, quando si agisce per tutelare la propria azienda da condotte sleali, specialmente online e con controparti estere, l’individuazione corretta del Giudice competente è il primo, cruciale passo per evitare rigetti processuali e condanne alle spese.
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