Il panorama della fotografia in Italia è appena cambiato radicalmente. Con la Legge n. 182/2025, il legislatore è intervenuto sull’art. 92 della Legge sul Diritto d’Autore (LdA), portando la protezione delle fotografie semplici da 20 a 70 anni.
Cosa cambia in concreto
Fino a ieri, una fotografia priva di particolare carattere creativo (documentale, tecnica o di cronaca) diventava di pubblico dominio dopo soli vent’anni. Oggi, la tutela economica viene equiparata temporalmente a quella delle opere d’ingegno creative.
I punti chiave della riforma:
- Durata estesa
Protezione per 70 anni dalla produzione dello scatto. - Distinzione invariata
Resta il confine (spesso sottile) tra opera fotografica (creativa) e fotografia semplice. Come ricordato dal Tribunale di Milano (sent. 8613/2025), il discrimine resta l’impronta personale del fotografo. - Formalità necessarie
Per far valere i diritti contro terzi, la foto deve sempre riportare nome del fotografo, anno di produzione e titolare dei diritti (art. 90 LdA).
Quali sono i rischi per imprese e operatori culturali?
L’allungamento dei termini crea nuove sfide:
- Immagini di repertorio
Foto che credevamo “libere” potrebbero essere ancora protette. - Digitalizzazione e archivi
Diventa più complesso e rischioso riutilizzare scatti storici senza una verifica puntuale della catena dei diritti. - Vuoto transitorio
La legge non chiarisce cosa accade alle foto scattate poco prima della riforma.
Lo studio consiglia, in un mercato digitale dove le immagini circolano velocemente, la corretta qualificazione di uno scatto non è più solo teoria, ma una necessità strategica per evitare contenziosi onerosi.
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