Marchio patronimico
Marchi e brevetti

Marchio patronimico: quando si può utilizzare un nome proprio

In fase di valutazione e registrazione di un marchio è possibile utilizzare il proprio nome o cognome o entrambi? Nel mondo della moda, ma anche in quello enogastronomico sono tanti gli esempi in questo senso. Dal punto di vista legale questo si chiama marchio patronimico, ovvero il marchio contenente il nome anagrafico di una persona. Sempre più spesso molti personaggi pubblici decidono di registrare il marchio patronimico del proprio nome e cognome per proteggerlo da usi illeciti o comunque distanti dalle proprie intenzioni. Questo a conferma dell’importanza di un marchio di questo tipo.

Nome proprio o nome altrui

Può apparire strano, ma la legge non vieta la registrazione di un marchio patronimico utilizzando il nome anagrafico di terzi. Questo, ovviamente, a condizione che l’uso di questo marchio non vada a ledere il credito, il decoro e la fama di chi porta quel nome. Questo è però vero solamente nei casi di nomi non notori, ovvero che non hanno una rinomanza diffusa; in questi casi infatti la registrazione del marchio patronimico è un diritto esclusivo di chi detiene quel nome anagrafico o di terzi laddove il titolare del nome ne autorizzi l’uso.

I conflitti tra i marchi patronimici

Com’è facile intuire non è raro che si creino dei conflitti e delle omonimie di marchi patronimici. Questo è possibile solo in settori merceologici diversi, in quanto in quelli simili non è in alcun modo possibile registrare marchi con lo stesso nome, anche laddove per distinguerli si inserisse un elemento differenziante. Questo perché, come confermato da diversi pronunciamenti della Corte di Cassazione, l’aggiunta di elementi alla parte patronimica non costituisce un elemento di novità tale da consentire la registrazione del marchio.

Fa eccezione a questa regola il caso dei settori merceologici in cui tradizionalmente gli imprenditori utilizzano il nome di famiglia per identificare la propria attività. Così, nel settore vitivinicolo, i nomi hanno acquisito molta importanza, sia che si tratti di cognomi o di nomi di tenute, in quanto essi servono a contraddistinguere e a designare i vini.

In generale, occorre ricordare che i consumatori sono abituati a designare e a riconoscere il vino in funzione dell’elemento denominativo che serve a identificarlo e che tale elemento designa in particolare il viticoltore o la tenuta.

Pertanto, il problema della confondibilità fra i segni non può essere affrontato, nel mercato dei vini, con gli stessi criteri rigoristici propri dei prodotti standardizzati di grande serie, destinati all’acquisto d’impulso, sicché, addirittura, nel mercato dei vini può essere tollerato un certo grado di somiglianza fra marchi denominativi e patronimici, purché l’uso dei marchi avvenga poi in modo corretto.

Nei casi di settori merceologici differenti, invece, la registrazione di un marchio patronimico identico a uno già esistente è possibile solamente rispettando due condizioni:

  • non generare confusione;
  • il marchio già registrato non deve essere notorio.

La legge, infatti, ha interesse che non si generi confusione nel consumatore. Per questo motivo la legge stessa assicura che ogni imprenditore che registra un marchio patronimico sia tutelato dall’eventualità che altri, successivamente, decidano di registrare un marchio con lo stesso nome. Anche in caso di omonimia in ambito commerciale e industriale non può essere vantato un presunto diritto al nome, in quanto l’esistenza di un marchio già registrato impedisce qualsiasi ulteriore registrazione capace di generare confusione.

L’analisi preventiva alla registrazione di un marchio patronimico

Anche per questo prima di procedere alla registrazione di un marchio è fondamentale effettuare, tramite la consulenza di un professionista qualificato, una ricerca di anteriorità, ovvero lo studio preliminare che mira a scoprire se il marchio che si intende registrare esiste già o è nuovo o eventualmente valutare la coesistenza di due marchi con lo stesso nome in due settori differenti.

La registrazione di un marchio patronimico è quindi possibile ma da valutare attentamente per tutte le implicazioni a essa associate. È fondamentale studiare attentamente la situazione e capire non solo la fattibilità della registrazione, ma anche le opportunità commerciali del farlo anche nell’ottica di una protezione da attività illecite e fraudolente da parte di terzi.

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