Degli NFT se ne parla in maniera sempre più insistente, tra i sostenitori e i detrattori che da ogni fronte cercano di difendere la propria posizione. Al di là di come la si pensi dal punto di vista “filosofico” quella degli NFT è una realtà che merita di essere conosciuta e analizzata anche da un punto di vista prettamente legale. Basti pensare che nel primo trimestre del 2021 un’opera di questo tipo è stata venduta in un’asta online alla cifra di 69 milioni di dollari. Solo l’importo merita attenzione, ma anche la diffusione di questo fenomeno richiede un approccio più attento e rispettoso.
Cosa sono gli NFT
L’acronimo NFT indica l’espressione Non Fungible Token, ovvero un prodotto digitale originale ed univoco. Può essere un file audio, un immagine, un video o qualsiasi altro file digitale e ha la caratteristica, incorporando la firma del suo autore, di non poter essere replicato. Questo è possibile grazie alla Blockchain, la tecnologia che consente di registrare le transazioni digitali in maniera univoca senza che queste possano essere modificate o eliminate.
Questa peculiarità ha diverse implicazioni, tra cui anche questa applicazione artistica. Senza scomodare Walter Benjamin e il suo celebre saggio L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica è interessante concentrare l’attenzione su questi NFT in relazione alla disciplina della proprietà intellettuale.
Gli aspetti da considerare sono diversi, soprattutto tenendo conto di come il web e il digitale sono spesso considerati come dei nemici delle opere d’arte. Tra P2P e streaming illegali, la facilità e la rapidità di diffusione delle tradizionali opere d’arte (libri, film, brani musicali, eccetera) ha spesso fatto emergere diverse tensioni.
L’NFT, proprio per la sua unicità, quando viene acquistato non si entra in possesso solo del bene riproducibile, ma anche della possibilità di dimostrarne la titolarità del possesso grazie a un particolare protocollo informatico, detto smart contract, che certifica la proprietà di quel bene virtuale.
La tutela della proprietà intellettuale degli NFT
Come spesso capita le novità che si manifestano necessitano di una regolamentazione legale che risponda anche e soprattutto alle numerose situazioni limite, e illecite, cui si può andare incontro. Qual è la situazione della tutela della proprietà intellettuale degli NFT?
Da una parte gli NFT hanno riproposto la dignità delle opere della creatività che non sono più delle mere copie di cui usufruire. Dall’altra, però, si ragiona su cosa si compra quando si entra in possesso di un NFT. Si acquista la proprietà dell’opera o solamente della transazione specificata dalla sequenza di codici (hash) che la accompagna e la rendono unica e univoca? Questa iniziale incertezza apre le porte a numerose forme di illecito, spesso anche difficili da controllare proprio per la loro originalità. Nonostante la recente esplosione del fenomeno sono già numerosi i casi di violazioni di marchi registrati e copyright così come di sottrazione di personalità degli artisti (specialmente in ambito musicale).
Questi spunti di riflessione sono utili a ricordare come, qui più che altrove, l’assistenza legale non è un vezzo di cui si possa fare a meno, ma la necessaria guida per lanciare o consolidare un business potenzialmente altamente redditizio. Le minacce all’ingegno, alla fantasia e al diritto d’autore non devono far desistere dalla promozione dell’arte in tutte le sue forme, ma devono essere un richiamo forte a una sempre più consapevole presa di coscienza della necessità di affidarsi a dei professionisti del settore per non vanificare i propri investimenti, economici e creativi.





